Il territorio Romagnolo è sempre stato al centro di scontri e contese
tra la Chiesa, che ne rivendicava la proprietà, Venezia, che controllava
già parte dell'adriatico, Milano, per affondare il potere lungo la via
Emilia e Firenze, che aveva controllo già oltre gli appennini. Questi
interessi condizionarono la storia della Romagna per tutto il medioevo
che si vide punteggiata di numerose signorie senza una vera autonomia,
ma alleati ad uno o l'altro di questi "stati".
Questo interesse era legato certamente alla posizione strategica e alla
capacità produttiva delle sue terre.
Nello specifico, Forlì, riuscì però a trovare un periodo di stabilità
e di autonomia tra il 1303 (ca.) e il 1359.
Difatti ogni città romagnola era scossa anche da lotte interne tra le
famiglie (guelfe e ghibelline) e proprio intorno al 1300 le dispute tra
Orgogliosi, Calboli
e Ordelaffi
permisero ad uno straniero di porre le sue grinfie sulla città, Maghinardo
Pagani da Susinana.
Questi morì nel 1303 e gli Ordelaffi iniziarono a consolidare il loro
dominio su Forlì e a formare una signoria abbastanza forte (Forlì nel
censo del 1371 era paragonabile a Bologna).
Il Maggior rappresentante di questo periodo fu Francesco II Ordelaffi,
la sua forza gli permise di estendere i propri territori in tutte le direzioni
(Forlimpopoli, Bertinoro, Cesena, Meldola, Castroccaro,etc...). A metà
del XIV sec. Egidio Albornoz, per conto del Papa, ebbe l'incarico di riconquistare
la Romagna, conquistò così signoria dopo signoria fino a quando Forlì
e il suo territorio, rimasero soli e circondati.
Francesco Ordelaffi e la moglie Cia degli Ubaldini difesero con i denti
i propri territori ma alla fine la Forza schiacciante della chiese li
travolse.
Nel 1359 si chiuse ufficialmente il periodo di "indipendenza"
di Forlì.
La nostra scelta di rievocare la seconda metà del XIV sec. è quindi legato
ad un periodo di Forza e al contempo di fermento del nostro territorio.